4 up arrowdown arrow

Fotografia di Food: Bilanciamento del Bianco Food Photography: White Balance

english Read it in English Language

Scusate se negli ultimi giorni sto aggiornando il blog con meno frequenza ma vari lavori e l’acquisto di un nuovo studio (con tutta la burocrazia relativa) mi stanno tenendo parecchio occupato. Non tutti i mali vengon per nuocere, direte, però purtroppo il giorno ha solo 24 ore (maledetto!) e non ha senso fare dei post tirati via tanto per fare.

Come avevo promesso in quest’altro post inizio oggi una serie di post che proseguono nello spiegare le varie tecniche di illuminazione e ripresa che si usano nella fotografia di food.

Partiamo quindi dall’argomento, per tanti misterioso, chiamato “bilanciamento del bianco”.

La luce ha colore

Avete mai notato come all’alba o al tramonto la luce abbia un colore differente che a mezzogiorno? Oppure come in una giornata nuvolosa tutto sembri più “blu-grigio” rispetto ad una giornata di sole?
Il motivo è che la luce ha un colore o, per meglio dire, una temperatura che, convenzionalmente, viene indicata in gradi Kelvin.

Nonostante quello che si potrebbe pensare a temperature più basse corrisponde un colore della luce più “caldo” (cioè tendente al rosso) mentre a temperature più alte il colore della luce diventa più freddo (cioè tendente al blu).
Voi vi chiederete “ma a noi tutta questa pappardella checcefrega?”.

Tantissimo se fotografate perché, mentre il nostro occhio bilancia automaticamente la luce, eliminandone i colori più forti, sia la pellicola che il sensore digitale non lo fanno, col risultato che, ad esempio, una scena illuminata dalla luce di una lampadina vi apparirà immersa in una tinta “rossa” una volta fotografata.

Ecco una semplice “tabella” dei colori della luce a seconda della sua natura:
come vedete  la luce delle normali lampadine è rosso-arancione, ma anche quella della lampade fluorescenti casalinghe è giallo-arancione, nonostante a nostri occhi sembri “bianca”.

Arriviamo quindi al concetto di bilanciamento del bianco.

Per capirlo basta fare attenzione a come appunto il nostro cervello ci faccia sembrare bianche luci anche molto “colorate”, come ad esempio appunto quelle delle lampadine, facendo “slittare” tutti i colori in modo che una luce che sarebbe a circa 2700 gradi Kelvin sembri simile a quella solare (che sono 5500 gradi Kelvin).

Con la fotografia in pellicola non vi era nessun modo di usare un “trucco” simile a quello che fa il nostro cervello. Bisognava o usare dei filtri per neutralizzare una luce colorata (per esempio un filtro blu neutralizza, cioè rende bianca, una luce rossa) oppure usare pellicole appositamente studiate per i vari tipi di luce (per esempio il tungsteno, cioè le normali vecchie lampadine).

Il digitale invece ci permette di usare esattamente la stessa procedura che fa il nostro cervello, e in maniera anche più efficiente. La procedura di bilanciamento del bianco può essere fatta prima di scattare la foto, impostando la macchina fotografica correttamente, cioè dicendogli con che luce stiamo scattando, oppure in post produzione, cioè in un programma di fotoritocco, selezionando un punto della foto dove sappiamo che c’è un colore neutro (cioè grigio).

Nelle macchine fotografiche reflex digitali (ma anche in tante compatte di buon livello) fra i vari menu a disposizione ne avrete uno simile dove potrete impostare il “colore” della luce con cui state fotografando.
AWB significa che sarà la macchina a provare ad “indovinare” la temperatura della luce.
I vari simboli significano invece le più comuni condizioni di luce che potrete incontrare (nell’ordine si vede sole a mezzogiorno, ombra, sole in giornata nuvolosa, lampadina incadescente, lampadina fluorescente, luce flash, valore esatto, valore settabile tramite ruota di selezione).

In post produzione invece potrete bilanciare il bianco usando vari strumenti, quello di solito più pratico da usare è “livelli” dove potete vedere l’istogramma della foto e dove ci sono tre diversi contagocce, uno nero, uno grigio, uno bianco.
Quello per impostare il bilanciamento del bianco è quello grigio, evidenziato nell’immagine (che mostra la finestra Livelli di GIMP, quella di Photoshop e degli altri programmi è più o meno uguale). Premete sul contagocce per selezionarlo dopodiché ripremete il mouse sopra una sezione dell’immagine dove dovrebbe trovarsi un colore neutro ma che in realtà è “colorato” dalla luce (per esempio una tovaglia bianca o un piatto).

Vedrete di conseguenza variare tutti i colori dell’immagine che diventerà, sperabilmente, simile a se l’aveste fotografata con la luce del sole.

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email iscriviti

Sorry for the last days where I updated the blog less frequently but various works and the purchase of a new studio (with all the included bureaucracy) has been keeping me quite busy. ” Every cloud has a silver lining” , you could tell me, but unfortunately the day is only of 24 hours (damn!) and it would make no sense to write crap just to post something new.

As I promised in this earlier post I’m starting today a series of posts explaining the various techniques of lighting and shooting that are used in the photography of food.

Let’s start on the subject, for so many mysterious, called “white balance”.

Light has color

Have you ever noticed how at sunrise or sunset the light has a color different than at noon? Or as in a cloudy day everything seems more “blue-gray” than in a sunny day?
The reason is that light has a color or, rather, a temperature that, conventionally, is indicated in Kelvin degrees.

Despite what you might think at lower temperatures corresponds a “warmer” (ie, tending to red) color of light  while, at higher temperatures, the light color becomes colder (ie, bluish).

You’ll wonder “Why should I care about all this almost non-sense stuff?”.
If you want to be a photographer you should care about it a lot because our eyes automatically balances the light, mostly eliminating its color,  while both films and digital sensors do not, with the result that, for example, a scene illuminated by a tungsten light bulb will appear in a photo with a pronunced “red” cast.


Here is a simple “table” of colors of light depending on its nature:

As you can see the light of  tungsten light bulbs is red-orange, but also the one from conventional fluorescent bulbs is yellow-orange, despite it seems pretty “white” to our eyes.

Let’s talk then about the concept of white balance.

To understand it, just pay enough attention how our brain make us feel “whitish” colored light, such as the one produced by those light bulbs, shifting all the colors so that a light about 2700 degrees Kelvin “hot” would appear similar to sunlight at noon (which is 5500 degrees Kelvin).

With film based photography, there was no way to use a trick similar to the one used by our brain. You had to use filters to neutralize a colored light (ie a blue filter neutralizes, alas it makes white, a red light) or use films specially designed for the different types of light (ie tungsten, the normal old light bulbs).

Digital allows us, instead, to use exactly the same procedure that use our brain, and in an even more efficient way. The white balance can be set before taking the picture, telling the camera which light we are shooting under, or in post production, that is, a photo editing program, selecting a point on the picture where we know that can be found a neutral color (alas a shade of gray).

In digital SLR cameras (but also in many advanced compact cameras) there is a similar menu where you can set the “color” of light of the “scene” you are shooting.

AWB means that the camera will try to “guess” the temperature of the light.
The various symbols depict the most common lighting conditions you can meet (in order the sun at noon, shade, overcast daylight, incadescente bulb, fluorescent bulb, flashlight, exact value, value settable by wheel selection) .

In post-production you can balance the white using various tools, the usually more convenient to use is “levels” where you can see the histogram of the photo and where there are three different eyedroppers: one black, one gray, one white.

The one to set the white balance is the grey eyedropper, circled in red in the picture (which shows the Layers window of GIMP, Photoshop and other programs are similar). Click on the eyedropper to select it then press again with the mouse over an area of the image where there is a neutral color “colored” by the light (eg a white tablecloth or a plate).

You will see therefore change all the colors of the image that will, hopefully, be then similar if you had photographed it with sunlight.

Did you enjoy this post? Click and get fresh Foodografia updates as soon as published by RSS feed or email subscribe